martedì 16 febbraio 2016

Recensione: Le viole son blu - Ma sullo sfondo rimani tu!

Buon giorno dipendenti ♥ dopo tanto torno alla carica con una recensione. Osservando la mia libreria, sezione dedicata interamente ai fumetti con sovracopertina, mi è caduto l'occhio su questa serie breve di due volumi, della famosa autrice Yuuki Obata, conosciuta soprattutto per Bokura Ga Ita. Ma oggi sono qui per parlarvi di Le viole son blu edita dalla Flash Book.


Titolo: Le Viole son Blu
Titolo originale: Sumire wa Blue
Autore: Yuuki Obata
Casa editrice: Flash Book
Anno di pubblicazione: 2010
Stato: concluso
Volumi: 2

"Sumire non ama tanto il suo nome, è una ragazza silenziosa e ordinaria senza nessun particolare interesse. Un giorno, in biblioteca, il suo sguardo si posa su un bel ragazzo di nome Daichi. Lui frequenta un altra scuola, gioca in una famosa squadra di hockey ed è da sempre innamorato della sua bella amica d'infanzia. Questo ragazzo susciterà molta curiosità in Sumire, tanto che la ragazza comincerà ad interessarsi a lui e pian piano ad avvicinarsi. Come si intrecceranno le vite di questi due ragazzi così distanti?"

Le Viole son Blu è uno shoujo molto dolce e delicato, che parte con tutte le buone premesse per perdersi della poesia del primo amore

La trama non presenta grandi spunti innovativi, si parla di un primo amore inizialmente non corrisposto, della prima cotta per un ragazzo carino che puoi guardare solo da lontano, sperando che lui, prima o poi, si accorga di te.

Sono due volumi molto dolci e lenti, sempre con un sottotono malinconico. Ti chiedi spesso dove voglia andare a parare l'autrice. Cadiamo nel banale? Ci aspetta una tragedia? (dopo Bokura Ga Ita mi aspetto solo questo da Obata sensei) Ci sorprenderà?
"Le rose sono rosse, le viole sono blu, lo zucchero e dolce e lo sei anche tu"

Io per prima sono amante delle storie semplici, quelle banalotti che ti fanno sorridere come un idiota, o ti fanno arrossire quando i due protagonisti incrociano gli sguardi, e non mi aspettavo niente di meno da questo fumetto, infatti si è rivelato tale. Ma la grande pecca di questo manga non sta nella storia, ma nei personaggi che fanno davvero fatica ad emergere.

Sumire (= viletta/viola in giapponese) è la classica brava ragazza, non troppo appariscente, timida e gentile, alle prese con la prima cotta. Standardizzata, vista e rivista, ma per fortuna sopportabile, soprattutto perché troverà il coraggio di fare molti primi passi senza piangersi addosso (datele una medaglia!). Ma nonostante queste sue botte di coraggio, tende a restare piuttosto sullo sfondo ogni tanto, l'autrice non riesce proprio a farla emergere. Forse l'ha fatto apposta? Forse voleva proprio una ragazza qualunque? Voleva le cose semplici?

Peggio ancora il personaggio maschile, Daichi, con una paralisi facciale per quasi tutto il fumetto, e innamorato perso dalla sua bellissima amica d'infanzia che si prende gioco dei suoi sentimenti. Se Sumire, la protagonista appunto, faceva fatica a staccarsi dallo sfondo, con Daichi è ancora peggio, l'unica qualità assegnata è l'ingenuità in amore e il fatto che sia un giocatore di hockey: non si capisce gran che di lui.
Si mimetizza troppo e ogni tanto avrei davvero voluto prenderlo a ceffoni: non capivo il perché di molti suoi pensieri, scelte o gesti, e ciò lo ha reso ancora più frustrante.

I personaggi secondari neanche mi perdo in chiacchiere. Alla fine è un manga di soli due volumi, mi sarebbero bastati dei protagonisti convincenti.

Il tratto di Yuuki Obata è come sempre molto pulito e leggero, tanto bianco, pochi retini e pochi dettagli, forse è per questo che alcuni personaggi non riescono a staccarsi dallo sfondo? Però mi piace come disegna, per il suo tipo di storie ci sta a pennello.
L'idea di creare uno shoujo semplice ma profondo, in cui ci si perde in modo poetico con una banale filastrocca di Mamma Oca "Le rose sono rosse, le viole sono blu e bla bla bla" poteva essere una trovata carina, però davvero non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio, nessuno mi ha trasmesso niente, non ho nemmeno capito quando i sentimenti di Daichi sono mutati.
Se volete cimentarvi in questa autrice vi do il buon consiglio di leggervi Bokura Ga Ita, il suo capolavoro per eccellenza, o anche Forget Me Not, se saltate Le Viole son Blu non vi perdete niente.

2 commenti:

  1. Peccato che si sia rivelata una lettura "insipida" :<
    In genere le storie più semplici funzionano meglio quando ci sono personaggi un po' più vivaci, ma non mi sembrano molto nello stile dell'autrice (conosco a grandi linee Bokura ga Ita) XD

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    Risposte
    1. Hai ragione XD in effetti i suoi personaggi sarebbero l'ideale per una storia più seria e profondo proprio come Bokura Ga Ita

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