lunedì 27 novembre 2017

Dipendenza da DRAMA - Girls' Generation 1979

Buongiorno ♥ finalmente mi sono decisa a dare il via ad una rubrica ufficiale dedicata ai drama. Ho notato che quando ne ciancio su Facebook molti commentano interessati, facendo nascere uno scambio di opinioni. Quindi perché non provarci seriamente anche sul blog? Ogni volta che finirò un drama, ve ne parlerò qua dandovi a random la mia opinione.
In verità ho già parlato di drama con alcuni recap annuali: 
Se siete curiosi su qualche titolo date un'occhiata a questi nominati in questi due post linkati in precedenza, oppure date uno sguardo al mio profilo di My Drama List e scrivetemi nei commenti i titoli che vi incuriosiscono di più.


Ho finito tre drama recentemente, e per inaugurare questa nuova rubrica ho deciso di parlarvi di quello che mi è piaciuto di più e che rischia davvero di far parte della mia lista dei preferiti. Un mini drama del 2017 ambientato nella Sud Corea degli anni '70. Sono stata costretta a vederlo con i sottotitoli in inglese perché nessun gruppo sub italiano l'ha tradotto: valeva la pena di fare questo sforzo!

Titolo: Girls' Generation  1979
Anno: 2017
Network: KBS2
Episodi: 8
Sub: Smallecode.com (raw), Subscene (sub eng)
Genere: romance, school, slice of life
Cast: Bona, Chae Seo Jin, Lee Jong Hyun, Seo Young Joo, Yeo Hoi Hyung, Do Hee

"Daegu 1979. Jung Hee è una adolescente, secondogenita per pochi minuti di una famiglia che possiede una fabbrica tessile. Solare, ribelle, tutto ciò che vorrebbe è essere considerata di più dal padre, non solo come un peso perché è nata donna. Hye Joo arriva a Daegu da Seoul, spicca per bellezza e intelligenza e i professori si aspettano molto da lei. Vorrebbe essere una ragazza come le altre, ha molta grinta e determinazione e sogna un amore travolgente. Tra primi amori, problemi famigliari e vita scolastica, l'adolescenza riempie i giorni di un gruppo di ragazzi."




Sulle note degli ABBA
Ho deciso di guardare questo drama per tre ragioni: è una serie corta che comprende solo otto episodi e quindi ci sta molto bene con i miei ritmi universitari attuali; è ambientata nella Corea degli anni '70 e non ho ancora visto kdrama ambientati in quei decenni; ammetto che l'ho scoperto perché cercavo altri kdrama con Lee Jong Hyun.

La serie mi ha conquistata sin dalla prima scena, dove quattro studentesse passano il pomeriggio insieme cantando e ballando sulle note degli Abba. Colpo di fulmine per me, perché mi fa sperare bene anche nella colonna sonora: infatti si rivela davvero fantastica! 

Le protagoniste sono due ragazze della scuola superiore, due coetanee molto diverse per aspetto, modi di fare e provenienze, ma allo stesso tempo simili caratterialmente e negli interessi. Amano la musica, la moda, la radio e soprattutto vogliono farsi rispettare in quanto donne. 
Jung Hee (Bona) è una ragazza ribelle ed energetica che vive da sempre a Daegu. La sua famiglia ha una fabbrica tessile ed è la secondogenita per poco avendo un fratello gemello. Jung Hee ama le sue amiche, la musica, si innamora a prima vista e tiene testa alle bulle della classe. Jung Hee odia la sua famiglia, principalmente suo padre, odia quando le ricordano che non serve a niente perché non sarà lei ad ereditare la fabbrica, che è fortunata che le abbiano permesso di studiare e che una ragazza dovrebbe comportarsi in un certo modo.
Hye Joo (Chae Seo Jin) invece si è appena trasferita da Seoul con il padre. Spicca subito tra le sue coetanee in quanto bellezza e intelligenza, e nonostante il suo comportamento tranquillo e pacato, in verità il sangue le ribolle dentro, odia le ingiustizie, non ha paura delle sfide e nemmeno di affrontare problemi e persone, e sincera e non scappa di fronte a niente: è disposta a sacrificarsi per le persone a cui tiene. Ama la musica pop e sogna l'amore travolgente.

Il drama ruota attorno alle vicende di queste due ragazze, alle loro famiglie così diverse e per niente semplici da gestire, se Jung Hee vive in una famiglia patriarcale molto rigida tanto che spesso le fanno pesare il fatto stesso di essere nata, d'altro canto Hye Joo dovrà fare i conti con il comunismo che coinvolge la vita di suo padre (la guerra tra le due Coree è finita da quasi 20anni), ai problemi della vita scolastica tra bulle a cui tener testa e la rigidità dell'intero sistema fatto di continue punizioni corporali, al ruolo della donna nella corea del sud degli anni '70 fino alle vicende d'amore il vero motore che unirà i vari personaggi dandoci fangirling assicurato.
Nonostante ci siano un sacco di intrecci sentimentali, tutti gli altri temi che tocca questo drama riescono a mettere le love story in secondo piano molto spesso, anche se restano fondamentali per le connessioni tra i vari personaggi.

Jung Hee vivrà il suo primo colpo di fulmine che le farà fluttuare il cuore e la mente portandola a sospirare sognando ad occhi aperti il bel Jin (Yeo Hoi Hyung), non rendendosi conto del ragazzo d'oro che le sta accanto Dong Moon (Young Soo). Hye Joo invece incontra Young Choon (Lee Jong Hyun), un ragazzo più grande che fa parecchi lavori par-time per sopravvivere e che è mal visto dalla comunità perché è un ex teppista su cui girano brutte voci. I due si avvicineranno piano pian e finiranno per innamorarsi. Hye Joo vive un amore difficile ma molto romantico, fatto di silenzi e gesti, molto più maturo rispetto a Jung Hee che invece affronta la sua prima cotta adolescenziale che le fa fare azioni sconsiderate.

Jung Hee  e Hye Joo
Dalla musica, alla moda, alla ricerca di un nuovo modo di pensare, penso che siano ben visibili le influenze della cultura pop americana importata durante la guerra in Corea che è riuscita a mettere radici nella Corea del Sud. Si respira un po' quella voglia di libertà tra i giovani, ma sempre contenuta dalla cultura stessa del paese.

È un drama curioso, che è riuscito a sorprendermi e a tenermi incollata ad ogni episodio. Nonostante non ci siano i sottotitoli in italiano, l'inglese non è difficile da seguire e da capire perché alla fine usano un linguaggio quotidiano. Ho notato che spesso è stato paragonato a Reply 1988, sarà per l'atmosfera un po' vintage che accompagna gli anni '70 e '80.
Girls Generation 1979 in otto episodi riesce a creare una storia coinvolgente senza troppi buchi di trama, sicuramente qualche personaggio secondario avrebbe meritato un approfondimento maggiore, mancava qualche background. Però nel complesso devo dire che ne sono più che soddisfatta e ve lo consiglio caldamente, se cercate qualcosa di breve e ben fatto, capace di lasciarvi qualcosa.

Voto:  
★★★★★


È la prima volta che mi cimento di una recensione completa di una serie. Spero che vi sia piaciuta e di aver toccato i punti fondamentali senza spoilerarvi niente. Cosa ne dite di questo tipo di post? Vi piacciono? Conoscete questo kdrama?

4 commenti:

  1. Me lo devo segnare.. Ultimamente non sono riuscita più a guardare niente in fatto k-drama, o meglio.. Ne inizio uno e dopo i primi episodi mi vengono a noia e li lascio lì.
    L'unica difficoltà che avrò sarà guardandolo con i sottotitoli in inglese. è una vita che non lo faccio più..

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    Risposte
    1. È una buona opportunitá per allenare di nuovo l'inglese :) aspetto i tuoi post su i drama, ne ricavo sempre ottimi consigli!

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  2. Ciao! Come ti ho scritto su fb, trovo che sia un'ottima idea!
    Non conoscevo questo drama ma i temi sembrano essere molto interessanti, quindi lo metto subito in lista!
    Al momento io sto guardando The greatest love, lo conosci?

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    Risposte
    1. Ehi! Sono contenta di averti qui e che ti piaccia l'idea di questa rubrica!
      No non conosco The greatest love, andró a documentarmi :) sono alla ricerca di qualche nuovo drama ma penso che mi butteró su qualcosa di storico!!

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