Recensione: Nanacorobin - Boicottando matrimoni combinati

Buongiorno ♥ ma quanto mi era mancata Aya Nakahara? Davvero molto e sono contenta di aver concluso l'anno leggendo un suo manga, l'unico shoujo edito che mi mancava e di cui stavo rimandando da un po' la lettura. Nanacorobin è la storia di cui avevo bisogno in questo periodo poco luminoso di pandemia, lavoro stressante e mancanza di shoujo. E poi amo avere tutte le opere delle autrici che amo di più.

Titolo: Nanacorobin
Autore: Aya Nakahara
Casa editrice: Planet Manga
Anno di pubblicazione: 2012
Volumi: 3
Stato: concluso

"Nako pur si realizzare il sogno d'amore di sua sorella irrompe al matrimonio combinato del suo amato e lo trascina via dall'altare permettendo alla coppia una felice fuga d'amore senza rendersi conto del danno finanziario provocato dall'interruzione di quel matrimonio. Quel gesto in-nome-dell'amore avrà un impatto anche sulla vita di Nako, dato che si ritroverà in casa quel poco di buono di Hayami Konatsu, il fratello minore di suo cognato."


Tutto inizia con “si salvi lo sposo!”, una ragazzina entra in chiesa e trascina via dall’altare lo sposo per salvare la storia d’amore della sorella. Gli invitati sotto shock, la sposa pietrificata e la famiglia di lui tutto tranne che contenta. Ma al cuore non si comanda nonostante i miliardi di Yen che in realtà reggono il matrimonio e un futuro accordo aziendale. Nako fa avverare la storia d’amore tra sua sorella e il facoltoso erede senza rendersi conto dei danni finanziari che la loro felice fuga d’amore provocherà, ma sembra non importare né all’ingenua protagonista né il baldo sposo …danni che si estenderanno a tutta la sua famiglia.


Nako è un po’ la classica eroina Nakahara style, divertente, ironica, mascolina e non troppo brillante nelle relazioni d’amore ma che se bisogna fare da cupido per gli altri non ci pensa due volte. Nako entra in scena come un terremoto e sconvolge il fumetto sin dalle prime pagine, mette a soqquadro il destino di una grande azienda e pure la sua stessa vita perché di punto in bianco si ritrova sotto lo stesso tetto il secondo genito. Hayami Konatsu nonostante le ricche origini di portafoglio ha la fama di delinquente, di teppista, un carattere scontroso che sembra nato per tenere testa alla nostra protagonista. Inizia così questa bizzarra e invadente convivenza per Konatsu, perché la famiglia di Nako è piuttosto numerosa e frenetica, tra molti figli e una tavola calda da gestire.

Questa nuova quotidianità, arricchita con la vita scolastica, sarà la frizzante svolta che ci accompagnerà lungo tutta la storia, fatta di battibecchi e incomprensioni, ma anche di scoperta l’uno dell’altro, perché Nako piano piano imparerà a scoprire chi è quello scorbutico di Konatsu decidendo di accollarsi la sua felicità che gli aveva sconvolto pensando prima a sua sorella e al cognato. La missione di Nako sarà proprio realizzare (senza che lui lo richiedesse) il “sogno d’amore” dell’amico senza tenere in considerazione il suo che piano piano cresce sempre di più rendendosi conto che quel secondo genito squattrinato con la passione per la chitarra non è così male. Nako tra un danno e l’altro si ritroverà a scegliere finalmente se stessa e la sua felicità che si rifiutava di cogliere per il bene dell’altro, ed è un po’ il messaggio che vuole dare il manga: non aspettare che la felicità ti cada dal cielo, non aspettare che siano gli altri a realizzartela, se la vuoi vai a prendertela!

Con questo posso affermare che ho finalmente letto tutte le opere di Nakahara sensei edite in Italia e ho trovato Nanacorobin la più sottotono ma comunque simpatica e godibile per essere una miniserie da pochi volumi. Spensierata e ricca di ironia, i fan dell’autrice non possono lasciarsela scappare, ma nemmeno un buon shoujo lover se la trova in offerta.

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