Recensione: I mille colori dell'amore - Una storia déjà vu

Buongiorno ♥ oggi torno con una recensione che forse doveva uscire qualche mese fa visto che I mille colori dell'amore si è concluso in Italia nella prima metà del 2019. Arrivo un po' dopo ma arrivo, anche perché voglio parlarvi di questo shoujo che, disegni meravigliosi a parte, mi ha deluso, e non è nemmeno la prima volta che mi capita con Minase sensei. Questa recensione sembra più un confronto tra due opere dell'autrice, me ne rendo conto, ma davvero è impossibile non paragonarle viste le troppe somiglianze.


Titolo: I mille colori dell'amore - Tutto comincia da te
Titolo originale: Koi Furu Colorful - Zenbu Kimi to Hajimete
Autore: Ai Minase
Casa editrice: Planet Manga
Anno di pubblicazione: 2017
Volumi: 9
Stato: concluso 

"Mashiro è una bambina che vive su un'isola insieme alla sua famiglia che gestisce un negozio di marmellate. Un giorno in un campo di limoni incontra un bambino che sembra avere la sue stessa età: solare ed gentile, il suo nome è Haruto. I due si innamorano, ma il giorno dopo sono costretti a dirsi addio, soprattutto perché Haruto sparisce, ma Mashiro conserverà per sempre il ricordo del suo primo amore. Passano gli anni è Mashiro comincia la scuola superiore sulla terra ferma, e il destino la farà rincontrare di nuovo con Haruto. Sarà di nuovo amore?"


Metto subito in chiaro che io amo alla follia i disegni di Ai Minase, non per niente è stata assistente di Arina Tanemura e incarnano proprio la mia idea di shoujo standard, quindi ho sempre ceduto ad acquistare ogni sua opera arrivata in Italia solo per rifarmi gli occhi. Permettetemi di essere superficiale ogni tanto, ho anche io i miei punti deboli. Il tratto di Minase sensei trasmette tantissime emozioni, le sue tavole sono proprio cariche di quell'atmosfera romantica che rende visibili e percepibili i sentimenti dei personaggi. Non inizio mai le recensioni parlando dei disegni, ma in questo caso devo perché sono stati la causa di questo acquisto, perché quando dico che "anche l'occhio vuole la sua parte" intendo che non so resistere ad un tratto come questo. Però c'è un problema, delle tre opere uscite in Italia solo una mi è piaciuta tantissimo, Dolce Primo Amore, mentre Namida Usagi e I Mille Colori dell'Amore non troppo, il primo perché era qualcosa di lagnosissimo, il secondo perché era praticamente la copia sputata del primo, quando ho letto il primo volume mi è sembrato di vivere un déjà vu.



I protagonisti si conoscono da giovanissimi, si innamorano ma poi lui scompare di colpo senza spiegazione. Passano gli anni e lei lo incontra al liceo completamente cambiato come modo di fare da non sembrare nemmeno lui. Ma si ricorda ancora di lei? E i sentimenti reciproci mai rivelati del passato che fine hanno fatto? Un palese Namida Usagi e anche A un passo da te, il manga quindi non parte nel modo migliore viste le dinamiche già viste in un'altro fumetto della Minase, e anche l'evoluzione rasenta il ridicolo per somiglianza e allungamento non necessario di una storia che sarebbe stata carina in 5 volumi.

Mashiro è una ragazza solare e allegra, ha sempre vissuto sull'isola in mezzo alla natura, e tutto ciò l'ha resa infatti molto ingenua del mondo che c'è oltre il mare, della vita da città, quindi si troverà in difficoltà quando deciderà di frequentare la scuola in un grande città sulla terra ferma. Mashiro è genuina, sognatrice, e un po' persa nel suo mondo, dovrà confrontarsi, maturare e sbattere contro le varie realtà della vita. Di lei ho apprezzato l'agire senza pensarci troppo, non piangersi addosso e restare fedele alle sue convinzioni e ai suoi sentimenti.
Haruto invece era un ragazzo carino e amabile da piccolo, i suoi modi hanno fatto subito breccia del cuore della Mashiro bambina. Peccato che sia cambiato nel corso degli anni, e ora Haruto è bellissimo ma freddo, schivo e cerca di non esporsi troppo. Haruto è vittima di un trascorso che l'ha segnato mutando il suo modo di essere.
E anche qua il paragone mi parte palese con Namida Usagi perché i personaggi caratterialmente sono davvero molto simili, persino quando cercavo le immagini per arricchire questo articolo scambiavo Mashiro e Haruto con Momoka e Narumi, con la differenza che almeno la storia dei primi è più leggera di quella dei secondi e Mashiro è una ragazza più forte e meno piagnucolona di Momoka i cui sentimenti disperati li ho trovati spesso esagerati, amplificati più del necessario.


Insieme ai nostri protagonisti ci sono i vari personaggi secondari che vanno a formare i vari quadrangoli amorosi che mandano avanti la storia. Stranamente non ho trovato nessuno fastidioso, tutti ad un certo punto trovano una loro dimensione accanto alla storia principale, tutti con un proprio background e ben caratterizzati, non buttati là o fatti uscire di scena.

Andando avanti con la storia, dal volume 6 in poi si assiste alla classica scaletta di concatenazione di eventi che l'autrice ha già usato nelle sue storie precedenti, tra il terzo incomodo che torna di nuovo alla carica, all'avanzamento dell'intimità del rapporto tra i due protagonisti da un punto di vista fisico, fino al matrimonio e all'happy ending un po' per tutti, compresi i personaggi secondari. È come se ad un certo punto l'autrice non avesse più inventiva e per tirare avanti la storia sfoderasse sempre le stesse tappe in sequenza. Inoltre ci sono stati palesi capitoli fatti solo per allungare il brodo, mi è rimasto particolarmente impresso quello del cellulare: Mashiro non ha mai avuto un telefonino come tutte le ragazze di città, insomma fino a quando ha vissuto sull'isola era un oggetto mitologico, quindi c'è stato un intero capitolo sulla scoperta del cellulare e sull'emozione di scambiarsi gli stickers con il proprio ragazzo. Non aggiungo altro. 



In conclusione come avete potuto capire mi è stato difficile non paragonare in continuazione I Mille Colori dell'Amore con Namida Usagi, era davvero inevitabile e mi ha disturbata molto. Se lo avessi letto prima sicuramente lo avrei gradito di più, perché alla fine è una storia dolce e scorrevole se cercate emozioni e sentimenti, vi dico che alcune scene risvegliavano in me il mio lato adolescenziale e mi ritrovavo a ridere da sola come una scema, perché davvero la Minase ci sa fare. Ma c'è anche da dire che non è uno shoujo innovativo, pecca di originalità risultando troppo lungo per i contenuti.

Comprerò altre opere di questa autrice? Si, non ho dubbi, le darò sicuramente un'altra possibilità anche perché confido che la prossima storia sarà migliore, e anche perché amo quei manga che sanno davvero come emozionare con i disegni. Di solito non sono così superficiale, do sempre molta importanza alla storia ma non so davvero resistere a certi tratti.

Conoscete I mille colori dell'amore? Cosa ne pensate? Sono davvero curiosa di uno scambio di opinioni in merito, magari se avete letto anche le altre opere dell'autrice.

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