Prime Impressioni #39: Living Room Matsunaga-san

Buongiorno ♥ oggi parliamo di un nuovo shoujo molto molto atteso. Se mi seguite vi ricorderete che l'anno scorso ho fatto un sondaggio su Instagram chiedendovi quali shoujo inediti vi piacerebbe veder pubblicati in Italia. E volete sapere quale si è piazzato al primo posto? Proprio Living Room Matsunaga san! Un po' di mesi dopo Edizioni Star Comics ci ha accontentati (con tanto di super evento online con l'autrice), portando non solo questo titolo ma speranza per gli shoujo, ormai possiamo contare solo sulla Star e sulla Magic Press per questo target di fumetti. Insomma hype alle stelle ...che forse non dovevo avere!


Titolo: Living Room Matsunaga san
Autore: Keiko Iwashita
Casa editrice: Edizioni Star Comics
Volumi: 11 (conclusa)
Prezzo: 5,50€
Uscita: maggio 2021

"Per motivi familiari, Miiko è costretta a trasferirsi nella share house gestita dallo zio. La ragazza si ritrova così a dover svolgere le faccende domestiche, una cosa a cui non era per niente abituata, e ad abitare con dei coinquilini un po’ singolari. In particolare Matsunaga, il più grande del gruppo, le incute un po’ di timore, ma con il passare dei giorni scoprirà che in realtà è un ragazzo molto premuroso…"



PRIME IMPRESSIONI

Ho aspettato un po’ prima di fare queste prime impressioni, sentivo il bisogno di digerirlo, perché quando uno shoujo non mi convince ci resto male e ci rifletto su. Viviamo ormai anni di carenza di shoujo, finalmente ne arriva super famoso in Giappone, tradotto in quasi tutta Europa, quindi mi ha creato un hype assurdo il suo arrivo in Italia. Partiamo poi dal fatto che non è ambientato a scuola ma in una share house, quindi convivenza tra sconosciuti che diventano coinquilini: e io amo il cliché della convivenza. Ma proprio nella parola stessa cliché ho trovato cosa effettivamente non mi ha convinto di questo primo volume. Ma andiamo con ordine.

La protagonista è una giovane studentessa che va a vivere della share house dello zio. Miko è dolce, ingenua e distratta nella vita, un po’ come tutte le adolescenti che si cercano la prima volta che mettono piede fuori casa: sa cucinare pochi pasti, non sa usare una lavatrice (quando sono andata a studiare fuori sede preparavo la lavatrice con il libretto delle istruzioni ahah), non sa come interagire con persone più grandi di lei e nemmeno come rapportarsi con i ragazzi, tanto che la cotta facile verso quello che si dimostra gentile è dietro l’angolo. Miko è vera alla fine, e ripensandoci mi piace, le perdono le mille paranoie ma stranamente non mi hanno disturbato troppo, forse perché un po' ammetto di essermi rivista. Il co-protagonista è un giovane designer con la brutta abitudine di occupare sempre il soggiorno della share house per lavorare, molto figo e dai modi un po’ scemotti, urlatore professionista. Matsunaga ha gli occhiali spessi e quel taglio da calciatore con ciuffo e undercut che mi sembra di vedere il mio ragazzo, e un po’ ho un debole per lui per questo motivo, ma allo stesso tempo non mi ha detto niente di più, un po' anonimo e da inquadrare soprattutto nei comportamenti. Nonostante il caratteraccio si dimostra subito disponibile e apprensivo con Miko senza darci una ragione, si comporta sempre così con i nuovi arrivati? È solo gentilezza? Eppure così non sembra. Sembra che gli importi (ma quando è successo??). Nel manga il tempo passa molto in fretta e pure l’inizio di questa confidenza tra i due viene sviluppata velocemente stordendomi un po’, ma alla fine riconosco che è un primo volume e bisogna mettere carne al fuoco per invogliarci a continuarlo? Compaiono poi i coinquilini che mi incuriosiscono molto e spero che durante il manga vengano sviluppate le varie storyline perché sono tutti molto diversi e allo stesso tempo interessanti (anche se sembra che quando si ha più di 20anni in Giappone si è già vecchi)

Questo primo volume introduce Miko alla vita quotidiana della share house, ci allontaniamo dai banchi di scuola tipici di quando abbiamo a che fare con una studentessa. Lo ripeto, io amo alla follia quando i “personaggi convivono” perché da il via alla “commedia degli equivoci”, soprattutto scenette imbarazzanti se è in vista c’è uno sviluppo amoroso. Ecco ciò che non ho apprezzato è come sono stati sviluppati queste scenette, questi cliché: emozioni zero!! Miko e Matsunaga restano chiusi in bagno e la scena creata è imbarazzante e assurda, Matsunaga ha l’abitudine di girare ignudo per casa e anche là zero emozioni per come viene introdotta la cosa, incontri e scontri accidentali che mi hanno suscitato il nulla, ci sono ma sono veloci e affrettati, costruiti o posizionati male. Emozioni zero, l’ho detto? Ovviamente parere personale. Simpatico e divertente certo ma nulla di più, non ho percepito quel tipo di emozioni da shoujo che di solito ricerco. E come se le scene più importanti di questa convivenza che dovrebbero sviluppare il rapporto tra Miko e Matsunaga fossero sempre troppo veloci e non d’impatto. L’uso proprio della “sacra bibbia degli shoujo cliché” buttato lì per andare avanti per velocizzare questo avvicinamento in fretta. La sbandata immediata di Miko anche la capisco, un ragazzo figo più grande ti da attenzioni per la prima volta nella vita e tu un po’ ci perdi la testa, mentre Matsunaga resta un mistero che spero venga approfondito.

In compenso non è un brutto manga, è sempliciotto come le cose che gradisco di solito, da leggere sotto l’ombrellone questa estate, solo che questo primo volume non è riuscito a prendermi. Ovviamente ci riprovo dando una possibilità al secondo volume e sperando di trovare un po’ di quel pathos da shoujo che ricerco. Il disegno è molto moderno e pulito, senza eccessivi fronzoli e retini, si adatta bene all’ambiente comunque più maturo nella quale si immerge la nostra protagonista. Bellina anche l’edizione della Star Comics, ormai nei loro nuovi standard tra sovra copertina e prezzo.

Provarlo? Perché no se siete in astinenza di shoujo nuovi come la sottoscritta, ma non partite con aspettative altissime, anzi se volate basso e vi fate una risata è meglio, anzi ho notato che chi è partito poco convinto è rimasto più sorpreso.

0 Commenti