Buongiorno ♥ eccomi con una recensione di un manga che si è concluso recentemente e che ho finito di leggere il mese scorso. Kaho Misaka è molto nota in Italia, Planet Manga ha pubblicato tutte le sue opere (Lui il primo amore, Febbre del Cuore, La scoperta dell'amore, First Kiss, Il filo rosso) e attualmente ha ancora in corso La Promessa della Rosa. Ho letto tutti i suoi manga ma solo con quelli più recenti ho iniziato veramente ad apprezzarla. 1/100.000 è stata una delle sue ultime serie, una fatica sia per lei penso visto l'argomento trattato, che per noi lettori sensibili a certe storie: ma il risultato è stato molto buono!
Titolo: 1/100.000
Titolo originale: Juumanbun no ichi
Autore: Kaho Miyasaka
Casa editrice: Planet Manga
Anno di pubblicazione: 2017
Volumi: 9
Stato: concluso
"Kiritani e Rino, una storia mai iniziata ufficialmente ma destinata ad evolversi. Lui giovane capitano della squadra di kendo, bellissimo ragazzo dai modi un po' freddi che da sempre, e per sempre, non ha mai guardato nessun altra al di fuori di Rino, lei una ragazza introversa e timida, golosa e pasticciona, diffidente verso gli altri e con un destino avverso in arrivo. Uno su centomila sono le probabilità del loro futuro, saranno destinati a stare insieme?"
Questo manga nasce come serie spinoff de Il filo rosso, shoujo precedente della mangaka sempre edito in Italia da Planet Manga, dove Rino e Ren sono personaggi più secondari a cui viene però dedicato solo un volume intero. Consiglio di leggere prima Il filo rosso di 1/100.000? Se riuscite si, per sapere come si sono avvicinati Rino e Ren lo ritengo utile, ma forse non fondamentale, la cosa migliore è sicuramente leggere almeno quel volume totalmente dedicato a loro. Però se avete l'opportunità leggete Il filo rosso, perché è un manga molto più divertente e spensierato di 1/100.000, quindi prima di buttarvi nel dramma fatevi qualche risata con la storia di Chihiro e Hinase.
Con 1/100.000 dimenticatevi la Miyasaka sensei che avete conosciuto fino ad ora, con le sue storie d'amore molto dolci con primi amori teneri, dimenticatevi la spensieratezza dell'amore, della prima relazione e del primo bacio, dimenticatevi delle sue storie fatte un po' con lo stampino, perché con questo shoujo l'autrice da prova di saper raccontare altro.
Sin dal primo volume viene messo in chiaro che a mettere a dura prova la vita di Rino e la sua storia d'amore con Ren Kiritani è la SLA, sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa progressiva che prevede con il tempo la perdita dei motoneuroni conducendo alla paralisi i muscoli volontari fino a quelli involontari. L'incidenza di questa malattia è 1 su 100.000, come da titolo, e non esistono cure. Spesso nei manga c'è il personaggio malato terminale, ma la maggior parte delle volte, con mio grande fastidio, non si sa mai di quale malattia sia affetto, quindi ho apprezzato che in questo manga venga affrontata una malattia specifica, Miyasaka sensei si è armata di grandissimo coraggio per raccontarla e ha tutta la mia stima per questo.
Rino è una delle classiche protagoniste che si incontrano in parecchi manga dell'autrice, carina, gentile, goffa, introversa e cagionevole di salute, a primo volume non mi ha entusiasmata perché era uno stereotipo già visto, ma via via che il personaggio si evolve e la sua sorte prende piede, si rivela una ragazza con una grande forza di volontà a voglia di vivere. Rino dovrà affrontare la diagnosi della malattia, trasmessa geneticamente, è secondo me il suo processo di accettazione e l'evolversi del suo personaggio è stato strutturato bene. Rino va nel panico, vacilla, cade, si rialza, soprattutto grazie al grande affetto che la circonda. Il fumetto ci immerge inizialmente con lentezza nella scoperta della SLA, verso la fine eccellerà molto forse perché alla nostra protagonista non rimane più molto tempo per fare certe cose come vorrebbe, e ho apprezzato abbastanza questo cambio di ritmo.
Rino però è fortunata perché è circondata davvero da tanto affetto, tra i nonni, la migliore amica e la sua famiglia, i compagni di classe e ovviamente il ragazzo che ama. Ren è perfetto, è il ragazzo perfetto che ognuna dovrebbe avere accanto, anche troppo perfetto! Ren è il primo ad innamorarsi tra i due, ha un carattere freddo, enigmatico, ma deciso e premuroso, andando avanti diventerà sempre più dolce e scioglierà i modi rigidi iniziali. Lo definisco anche troppo perfetto perché nonostante il destino di Rino lui non vacilla mai, farebbe seriamente di tutto per lei e nonostante la malattia ad ostacolarli non ha mai ripensamenti, vuole solo lei ed è pronto ad assumersi tutte le responsabilità nel bene e nel male: insomma perfetto, il compagno ideale! Ammetto che tutta questa perfezione un po' mi ha disturbata, avrei voluto vedere un po' di umanità da parte sua, qualche insicurezza di tanto in tanto, alla fine la storia d'amore che sogna da sempre deve affrontare una malattia improvvisa senza cura.
Il fumetto nonostante il tema non l'ho trovato eccessivamente drammatico. Ci sono ovviamente le scene strazianti, ma è uno strazio realistico, accompagnato dalle vere difficoltà di Rino con l'avanzare della malattia, con poche scene forti me ben congegnate, quando capitano ti trasmettono la giusta angoscia: si parte dai primi momenti in cui la ragazza si accorge che il corpo non risponde, alle prime paralisi, alla difficoltà di andare in bagno, di coricarsi di mangiare. Il tutto però è caricato da tantissimo affetto, cure e apprensioni dei personaggi che circondano Rino, dando alla ragazza un'ambiente sicuro e accogliente, e al lettore una sensazione di tepore.
Il tratto di Miyasaka sensei è sempre molto shoujo e dolce, anche per i ragazzi, caratteristica che troviamo in ogni suo manga con un pizzico di drammaticità in più. Non ho notato grandi differenze rispetto alla sua opera precedente, alla fine 1/100.000 punta più a dare una svolta alla profondità delle trame che è solita a creare.
Infine posso dire che questo shoujo è stato una sorpresa, non pensavo che mi sarebbe piaciuto fino alla fine e invece è riuscito a tenere alta la mia curiosità mettendomi spesso ansia, soprattutto perché non avevo la più pallida idea di come potesse finire. Non ho pianto, forse perché dopo l'accettazione della situazione il fumetto si è voluto concentrare sulla vita di Rino, in modo dettagliato su quello che la ragazza può ancora dare e fare, e forse in un certo senso anche noi lettori lettori l'abbiamo accompagnata in questo percorso insieme agli altri personaggi.
È un manga che consiglio se cercate uno shoujo più intenso e serio, senza paura della drammaticità che potrete incontrare perché, come vi dicevo, riesce a contenersi e dare altre emozioni positive, non solo dramma. Se siete fan dell'autrice e cercate una storia diversa dalle sue passate allora dovete leggerlo, perché Miyasaka sensei dimostra di saper raccontare qualcosa di nuovo.
Il tratto di Miyasaka sensei è sempre molto shoujo e dolce, anche per i ragazzi, caratteristica che troviamo in ogni suo manga con un pizzico di drammaticità in più. Non ho notato grandi differenze rispetto alla sua opera precedente, alla fine 1/100.000 punta più a dare una svolta alla profondità delle trame che è solita a creare.
Infine posso dire che questo shoujo è stato una sorpresa, non pensavo che mi sarebbe piaciuto fino alla fine e invece è riuscito a tenere alta la mia curiosità mettendomi spesso ansia, soprattutto perché non avevo la più pallida idea di come potesse finire. Non ho pianto, forse perché dopo l'accettazione della situazione il fumetto si è voluto concentrare sulla vita di Rino, in modo dettagliato su quello che la ragazza può ancora dare e fare, e forse in un certo senso anche noi lettori lettori l'abbiamo accompagnata in questo percorso insieme agli altri personaggi.
È un manga che consiglio se cercate uno shoujo più intenso e serio, senza paura della drammaticità che potrete incontrare perché, come vi dicevo, riesce a contenersi e dare altre emozioni positive, non solo dramma. Se siete fan dell'autrice e cercate una storia diversa dalle sue passate allora dovete leggerlo, perché Miyasaka sensei dimostra di saper raccontare qualcosa di nuovo.





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