Buongiorno ♥ da poco si è concluso anche in Italia uno degli shoujo più amati degli ultimi anni, ho notato che in tantissimi seguivano Tsubaki Cho Lonely Planet apprezzandolo un sacco. Mika Yamamori non sbaglia un colpo? Oggi vi lascio con questa recensione ma vi aspetto nei commenti per conoscere il vostro parere.
Titolo: Tsubaki Cho Lonely Planet
Autore: Mika Yamamori
Casa editrice: Star Comics
Anno di pubblicazione: 2017
Volumi: 14
Stato: concluso
"Fumi vive con il padre in una situazione economica non particolarmente brillante, ma si è sempre impegnata molto nella cucina, nelle faccende domestiche e soprattutto a risparmiare accontentandosi delle piccole cose. Un giorno però il padre le rivela di avere dei debiti e che è costretto a vendere la casa e ad andare a lavorare fuori città. Fortunatamente Fumi non sarà obbligata ad abbandonare la scuola, e per sopravvivere si offrirà di lavorare come domestica, con vitto e alloggio, per uno scrittore. Arrivata così nel suo nuovo quartiere, Tsubaki-Cho, farà la conoscenza del suo datore, che non è un vecchietto, ma un giovane uomo dai modi piuttosto bizzarri ed enigmatici. Come sarà questa convivenza?"
Yamamori sensi è una delle autrici shoujo più famose di questi ultimi anni, l'abbiamo amata con Una stella cadente in pieno giorno e in molti l'hanno scoperta proprio con Tsubaki Cho Lonely Planet. Vista la carenza di shoujo manga sul mercato italiano, un titolo come Tsubaki Cho è stato sotto le luci della ribalta fino alla fine, un po' come i manga di Io Sakisaka. Mi viene spesso da paragonare le due mangaka non tanto per le loro opere, che per me hanno stili completamente differenti, ma per essere tra le autrici shoujo più amate di questi ultimi anni. Confesso che forse ho più un debole per la Yamamori che per la Sakisaka, ma entrambe sono valide per chi non solo si vuole avvicinare al genere shoujo, ma anche per chi vuole proprio avvicinarsi al mondo del manga.
Tsubaki Cho per i miei gusti non è partito bene, non è stato un inizio rose e fiori, come potete leggere nel post di Prime Impressioni a primo volume, ho faticato tantissimo a staccarlo da Una stella cadente in pieno giorno, perché davvero le dinamiche iniziali erano fastidiosamente simili e finivo per paragonarli in continuazione. Attendevo il momento in cui l'opera avrebbe assunto una personalità propria, temendo anche che quel momento non arrivasse mai. Ma meno male è andata bene, con i suoi alti e bassi. È una storia delicata e matura, non è la scuola a fare da sfondo principale ma la casa di un giovane scrittore e la sua quotidianità. Non c'è un primo amore fulminante e dirompente, ma due persone che piano piano si avvicinano potendo contare l'uno sull'altra.
La nostra protagonista è Fumi, una ragazza sempliciotta e volenterosa, che dopo una situazione famigliare difficile si ritrova a fare la domestica per sopravvivere. Sin da piccola ha imparato ad arrangiarsi, pulire e cucinare sono diventate abitudini e non le pesa farle come lavoro, riuscendo anche a conciliare la scuola, perché Fumi è ancora una liceale ma molto più matura e responsabile delle sue coetanee. Una protagonista un po' anormale, ma sappiamo che la Yamamori è brava a delineare caratteri strampalati. Fumi si esalta con poco, trova la felicità nelle piccole cose che la vita quotidiana le può dare come le offerte al supermercato o un elettrodomestico di ultima generazione. Ma Fumi è anche molto riservata e timida, soprattutto nelle relazioni.
La casa dove va a fare la domestica è quella di un giovane scrittore, il Maestro Akatsuki, dai ritmi di vita di ogni artista che si rispetti: mangia male e dorme un po' ovunque non badando troppo alla casa, ed è per questo che assume Fumi. Il Maestro Akatsuki è un tipo taciturno, enigmatico e solitario, dall'aria un po' trasandata con i suoi capelli lunghi e i vestiti logori, insomma ha decisamente bisogno di qualcuno che gli dia una mano a casa e Fumi si rivelerà la persona giusta.Inizia così un rapporto di convivenza tra i due protagonisti, perché Fumi alloggerà proprio a casa del Maestro risparmiandosi la ricerca di un alloggio. Sono due personalità molto riservate, che sicuramente non hanno mai messo amore e sentimentalismi al primo posto nella loro vita, ma questa vicinanza accenderà forse per la prima volta questi sentimenti, il bisogno di avere qualcuno al proprio fianco. Ho trovato Fumi e il Maestro una coppia ben assortita, complementari l'un l'altra, indispensabili, la Yamamori è riuscita a delineare bene i loro caratteri e il loro progressivo e lento avvicinamento con i giusti tempi e i giusti passaggi. Ecco forse qualche nota dolente sono i terzi incomodi che spuntano qua e là, anche troppi e eccessivamente fastidiosi ma che meno male non hanno compromesso troppo le vicende lasciando anche integra la storia d'amore senza drammi banali. Erano troppi, alcuni inutili e altri che almeno servivano a spronare i protagonisti, Akatsuki soprattutto, e di questi personaggi secondari mi sono rimasti impressi giusto la migliore amica di Fumi, Yo, e il loro compagno di scuola Aioi, coppia secondaria che ho amato!
Per i disegni di Yamamori sensei c'è poco da dire perché li adoro, ho sempre amato il suo tratto semplice e pulito, il modo in cui riesce ad esprimere i momenti e le emozioni tramite i gesti e gli sguardi, lasciando così parlare i disegni. Uno stile assolutamente adatto per due personaggi molto taciturni e introversi che difficilmente si esprimono a parole. Sarei curiosa se prima o poi si cimentasse in un josei o desse un tocco più maturo alle sue storie, perché nel suo tratto delicato c'è sempre un non so che di sensuale.
In conclusione è uno shoujo che alla fine mi è piaciuto e di cui sentirò la mancanza, è stato una bella compagnia e lo consiglio a chi cerca una storia non scolastica, lenta e delicata. Si predilige la quotidiana non i banchi di scuola, e ho apprezzato questo aspetto. È una storia dolce, senza molte pretese, che scalda il cuore. Potrebbe essere anche un buon fumetto per avvicinarsi al mondo dei manga. Spero comunque che il prossimo manga della Yamamori cambi le dinamiche iniziali perché sennò faticherei di nuovo a ingranare.
RIFLESSIONE...
Ho trovato alcune critiche in giro sul ruolo di Fumi, sul ruolo di lei un quanto donna e sullo stereotipo attribuitele in quanto relegata con "passione" alle attività domestiche, in un certo senso "sottomessa" a questo ruolo datato. Come prima cosa il fumetto arriva dal Giappone abbiamo a che fare con un cultura totalmente diversa dove spesso le donne lasciano il lavoro per badare alla casa e ai figli e chi non lo fa non viene sempre visto bene; come seconda cosa Fumi l'ha sempre fatto in quanto orfana di madre, ha aiutato a casa ed era l'unico lavoro che le riusciva facile fare in quella situazione. Non possiamo sempre urlare girl power qua e girl power là, perché secondo me Fumi è un esempio proprio di ragazza emancipata e indipendente, molto matura per la sua età, che si rimbocca le maniche con le cose più facili per garantirsi un futuro. Inoltre il Maestro Akatsuki non è il classico maschione possessivo, anzi l'ha trattata di tutto rispetto con paranoie annesse legate alla differenza d'età. Forse è una situazione che a molti può dare fastidio, ma credetemi che sono molto peggio certe sottomissioni che si trovano in alcuni smut.



1 Commenti
Molto d'accordo con la tua riflessione. Secondo me si tende un po' troppo spesso a dimenticare quanto la loro cultura sia diversa (e con diversa non voglio dire peggiore, voglio solo dire differente dalla nostra), bisognerebbe sempre pensare al contesto sociale un po' per tutto, manga, fumetti e libri. Altrimenti troveremo sempre qualcosa da criticare. A parte questo, io me ne sono innamorata sin da subito. La cosa che ho davvero apprezzato è il ritmo della narrazione, una giusta velocità, non troppo rapido da risultare inverosimile, ne' troppo lento da risultare noioso! Davvero uno dei migliori shojo manga dopo anni!
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