venerdì 14 ottobre 2016

Cup of Coffee #5: PPP - di Pago, di Padova e di Premoli

Era da un po' che volevo fare quattro chiacchiere in stile off topic accompagnate da una tazza di caffè, però non avevo mai tempo per buttare giù questo post e intanto sono passati un po' di mesi e ho accumulato qualcosina. Come prima cosa vi racconto brevemente la mia vacanzetta estiva, poi il mio eminente trasferimento per proseguire gli studi e infine chiacchiere libresche.


- Pago, vacanze all'ultimo secondo
Molto brullo, ci arrampicavamo per scovare una spiaggia
oltre le colline
La mia vacanza estiva risale a metà agosto, volevo lasciar perdere l'idea di parlarvene ma alla fine ho pensato che è una meta che vale la pena raccontare.

Organizzati all'ultimo, armati di Panda e voglia di staccare almeno una settimana dall'università, io e il mio ragazzo ci siamo concessi una settimana a all'isola di Pago, Pag. È situata nella Dalmazia, Croazia, e lunga circa 60 km ed è la quinta isola più grande del mare adriatico

Da Trieste ci si mette 4 ore di viaggio, noi ci abbiamo messo 6 causa fila traghetto, infatti l'isola è raggiungibile solo via mare. È considerata l'Ibiza del est e in effetti è proprio così: giovani, giovani ovunque soprattutto maschi in cerca di carne fresca, tedeschi ovunque con Audi e BMW, movida notturna per tutte le età e una spiaggia isolata con solo discoteche.
Spiaggia di Simuni

Questa parte giovanile, che consiglio a vivamente a chi deve fare il viaggio di matura, è situata a nord attorno alla città di Novajia dove noi alloggiavamo. Se ci si sposta più a sud, verso Pag, l'ambiente è più tranquillo e adatto alle famiglie. Le spiagge sono molto belle, acqua cristallina ma attenti ai sassi e ogni tanto anche ai ricci. Il 99% delle spiagge hanno i sassi, e il mio ragazzo li odia, così è riuscito a scovare forse l'unica spiaggia di sabbia, piuttosto nascosta, che vi consiglio: Kukurina.

Il terreno è brullo, il clima secco e le spiagge tante e tutte da girare con la macchina, insomma un'avventura on-the-road come piace a me. Non è particolarmente costosa, la moneta locale sono le Kune. Se bevete birra però vi consiglio la lattina, se prendete la bottiglia alla cassa vi mettono una sovrattassa per il vetro. Se andate a Novajia, unica cittadina più abitata oltre a Pag, vi sconsiglio di NON fare la spesa nei supermercati in centro perché trovereste solo pasta, prima colazione e alcool.

È stata una bella vacanzetta tranquilla, fatta di esplorazioni, sole, mare, formaggi perché Pago è famosa per i suoi formaggi, e un po' di vita notturna che ogni tanto non fa mai male. Sicuramente è bello andarci con un gruppo di amici, però io e il mio ragazzo ce la siamo passata comunque, siamo molto dinamici e attivi.


- Padova, la seconda fase della mia vita universitaria
Mentre sono prossima alla laurea triennale in comunicazione, manca circa una settimana e mi sale l'ansia, ho deciso che continuerò a studiare ancora due anni ma da fuori sede a Padova. A Padova, molto medievale e con un clima terribilmente umido, c'è la magistrale del mio corso di laurea, io volevo fare marketing ma fa niente, cercherò di indirizzare le materie a scelta in ambito economico in qualche modo.

Ho trovato casa in zona Portello, e pochi giorni fa sono andata in ispezione: ho conosciuto le coinquiline, ho camminato parecchio per memorizzare un po' qualche strada ma dovrò armarmi di bici e  ho seguito qualche corso all'università. Ora starò ancora a Trieste, ma finita la laurea di trasferirò fuori e tornerò i ween end. Avevo bisogno di un po' di indipendenza e spero di riuscire a conciliare lo studio con qualche lavoretto qua e là.

Per il momento la città non mi ha fatto una bella impressione, bei negozi, belle fumetterie, ma a parte il centro, il resto è tenuto abbastanza allo sbaraglio. Ci sono zone pericolose, tra risse, furti e droga, stazione inclusa, e per il momento non mi da molta sicurezza, speriamo bene. Se qualcuno è di Padova accetto qualunque consiglio su supermercati, autobus, ristoranti, bar e movida ...e magari anche quale fumetteria conviene di più!


- Premoli Anna, divorando qualche romance italiano
Come sempre devo dedicare un piccolo commento sui libri, sennò non sono contenta. Questa volta vi voglio parlare, e consigliare, una scrittrice italiana di romance che mi ha letteralmente conquistata questa estate: Anna Premoli. Insomma, non è Manzoni e chissà che grande scrittore, alla fine è scrittrice solo per metà visto che il suo vero impiego e quello del consulente finanziario in Private Banking, però i suoi romanzi nella loro semplicità regalano emozioni.


Ho letto questi suoi tre romanzi, comprati casualmente in ebook nella giornata delle offerte su IBS (questo sito è la mia salvezza!). L'amore non è mai una cosa semplice è il primo che ho letto, in vacanza a Pago e quello che mi è piaciuto di più per il momento, sarà che i protagonisti e un po' la loro situazione sentimentale è simile alla mia solo a sessi invertiti. Ti prego lasciati odiare è stato il romanzo di debutto della Premoli e l'ho trovato geniale: i personaggi, le situazioni e soprattutto i dialoghi, uno stile scorrevole e brillante. L'importanza di chiamarti amore è quello che mi è piaciuto di meno, non era gran che e la trama in se lasciava a desiderare, girava tutto troppo a questa protagonista logorroica che non sa che pesci pigliare, l'ho finito perché mi piaceva il protagonista maschile.

Sono tutte e tre romance New Adult, il primo e il terzo vede come protagoniste due ragazze alla fine della loro carriera universitaria, mentre il secondo abbiamo personaggi sui 30 anni circa: nessuna delle tre copertine rispecchia la protagonista!!

La cosa che mi ha sorpreso più di tutte è stata che io sia riuscita divorare tutti i romanzi nonostante fossero scritti in prima persona al presente. Ho spesso dei problemi ad approcciarmi a questo stile narrativo, molto volte non lo reggo e abbandono il libro, solo in rari casi lo continuo. Con la Premoli è stato diverso e mi sono sorpresa di me stessa e forse credo di aver intuito il problema: se il romanzo è scritto da un italiano ad un italiano è più facile ingranare, se invece è scritto in inglese e poi tradotto non faccio altro che bloccarmi. Curiosa questa scoperta (dell'acqua calda), dovrò però lavorarci un po' su per capire meglio questa predisposizione. Voi avete problemi con stili narrativi?


1 commento:

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