Recensione: Non sono un angelo - Sorrisi, pianti e sudosauri

Buongiorno ♥ finalmente torno con una recensione di un manga che mi è piaciuto davvero tantissimo. Ai Yazawa è una garanzia sin dagli albori della sua carriera di mangaka, è questo fumetto ne è la prova, non per niente l'ha resa famosa! Non sono un angelo è uscito in Giappone negli anni '90 mentre in Italia è arrivato nel 2006. Oggi è molto difficile recuperare la serie e la Planet Manga non l'ha ristampato come ha fatto con le alte sue opere. Questo fumetto mi ha fatto riflettere su due cose: non esistono più gli shoujo di una volta, e che la pausa che si sta prendendo la Yazawa è uno spreco di talento.

Titolo: Non sono un angelo
Titolo originale: Tenshi Nanka Ja Nai
Autore: Ai Yazawa
Casa editrice: Planet Manga
Anno pubblicazione: 2006
Stato: conclusa
Volumi: 8

"Durante una giornata piovosa, Midori Saejima, studentessa al primo anno delle superiori vede un giovane studente affascinante prendersi cura di un micio randagio. Senza neanche sapere il nome del ragazzo, per Midori è colpo di fulmine, colpita da tanta dolcezza nonostante il suo aspetto da teppista.  Causa malessere, Midori torna a scuola tre giorni dopo le vacanze, scoprendo di essersi candidata volontariamente al consiglio degli studenti. Proprio il giorno delle elezioni, dopo imbarazzanti indicenti, Midori incontra l'affascinante ragazzo anche lui tra i membri candidati. Il giovane si chiama Akira Sudo e diventerà il presidente del consiglio studentesco di cui entrerà a far parte Midori. Inizia così questa avventura scolastica, essendo una nuova scuola sarà compito del consiglio creare eventi e tadizioni, che accompagneranno una coinvolgente storia d'amore."



Tutte le grandi mangaka hanno cominciato da storie semplici, e così è stato anche per la famosa Ai Yazawa facendo di Non sono un angelo il suo cavallo di battaglia per il successo. Infatti questo shoujo frizzante dalle tinte scolastiche, è stata l'opera che l'ha portata sotto i riflettori e devo dire che, nel suo essere una Yazawa ancora acerba, si possono già intravedere le caratteristiche principali che ritroveremo sempre i suoi futuri fumetti: caratterizzazione impeccabile dei protagonisti, personaggi secondari che non riescono a stare sullo sfondo e quell'alternarsi di dramma e comicità 

La protagonista di questa storia nostalgica, pubblicata agli inizi degli anni ’90, è Midori, una ragazza molto allegra, spigliata, emotiva e super estroversa, conosciuta per la sua personalità coinvolgente, per il suo sorriso da angelo e per le sue mutandine a quadri. Midori è una forza della natura che contagia e allevia tutti gli animi turbati che la circondano, un personaggio davvero molto positivo e solare. Vista la sue estrema emotività, ha la lacrima facile e man mano che il manga andrà avanti sarà un alternarsi di sorrisi e pianti. Stranamente questo suo lato non mi è pesato, al contrario, l'ha resa un personaggio molto vero e umano, perfettamente in linea con il suo carattere sin dalle prime pagine: un'adolescente con le emozioni amplificate che si comporta come tale. Mi è piaciuto molto anche come Yazawa sensei ironizzi su ciò facendo scherzare spesso e volentieri, gli altri personaggi sul suo lato piagnucolone.

Midori visto il suo carisma non poteva non candidarsi per consiglio studentesco, diventandone un membro insieme ad altri cinque studenti, ognuno di loro un po’ protagonista a sua volta, dotato di una propria storyline, sfaccettato nel modo giusto a cui sarà facile affezionarsi.
Il primo tra tutti da descrivere è Akira Sudo, il Sudosauro, il protagonista maschile, il badboy un po' grezzo e dallo sguardo malinconico, con la classica pettinatura a banana dei teppisti giapponesi di quegli anni e una moto nascosta da occhi indiscreti. Midori si infatuerà quasi subito di questo bel ragazzo, ma non per il suo apparente fascino trasgressivo e proibito, Midori non vede quello che Akira vuole far vedere, lei va oltre sorprendendo più volte il ragazzo in atteggiamenti e modi gentili.

La cotta adolescenziale sarà inevitabile, anche incoraggiata dal progressivo avvicinamento tra lei e Akira, sfociando sempre di più in un sentimento molto più forte. Un amore superficiale all'inizio, che si lascia prendere, coinvolgere e cullare, un rapporto che diventa indispensabile senza mai specificare cosa c'è veramente tra loro. Akira e Midori funzionano perché caratterialmente sono molto opposti ma in alcuni modi di fare restano simili, si chiudono in una loro realtà senza affrontare davvero i veri problemi accontentandosi che finché va tutto bene si può continuare così. Midori diventa il rifugio e il sollievo di Akira rendolo quasi egoista, ma Akira diventerà il tormento di Midori quando si renderà conto di essere ormai totalmente innamorata di lui, i segreti del ragazzo diventeranno l’ostacolo che farà scattare il dramma.

Nonostante la storia tra questi due protagonisti sia un po’ clichè, la scarica emotiva con cui la racconta la Yazawa è qualcosa di unico. Un amore semplice, giovane, vorace, letale, che arriva come una semplice cotta spensierata, un’attrazione, una complicità, investendo il lettore pagina dopo pagina, accompagnandolo nella sua evoluzione, nella sua crescita nella consapevolezza che è tutto tranne che semplice. Un altro punto a favore di questa storia è il disegno davvero tanto espressivo che usa l’autrice, penso che sia uno dei manga con un’espressività altissima, penso che sia la cosa che ho amato di più di questo shoujo.

Come ogni manga scolastico, la scuola è un elemento fondamentale, il luogo che mette in modo la vicenda dando vita ad incontri, scontri, riflessioni e legami tra personaggi. Ci sono Midori, Akira, la fredda, intelligente ma impaurita Mamirin, l’affascinante Takigawa che fa cadere tutte ai suoi piedi ma non sa cos'è l’amore e poi l'allegro giocatore di rugby Bunta: insieme compongono il primo comitato studentesco. Ma anche le due Hiroko, così diverse ma allo stesso tempo importanti per Akira, la famiglia di Midori, Ken e altri nuovi personaggi. La cosa bella è che tutti vengono un  minimo caratterizzati, nessuno viene lasciato sullo sfondo diventando importanti ai fini della storia.

I disegni sono quelli di una Yazawa acerba ma comunque simpatici e gradevoli , visi molto espressivi e abbigliamenti già molto ricercati e alla moda, qua e là poi ci sono riferimenti al suo manga precedente Blue Marine, ma si sa che l'autrice è nota per collegare in qualche modo tutti i suoi fumetti. 

In conclusione Non sono un angelo mi è piaciuto davvero molto, sono quasi tentata a rileggerlo, mi sono affezionata un sacco a tutti i personaggi. Viviamo in un periodo in cui siamo saturi di commedie scolastiche, eppure questa non mi è pesata per niente, sarà che l'autrice è una garanzia, sarà che essendo un manga vecchio si  respiri un'aria diversa da quella attuale. Consiglio questo shoujo non solo agli amanti della Yazawa, ma a tutti quelli che amano gli shoujo scolastici, romantici e con una punta di dramma, quei shoujo che puntano sulla crescita interiore, la ricerca di se stessi e con una tormentata amore.


  • Nel 1994 il manga ha avuto una trasposizione OAV di 30 minuti

1 Commenti

  1. Questa serie ricordo che piacque molto a mia sorella, ma non l'ho in cartaceo purtroppo :( mi piacerebbe leggerla perché Cortili del cuore mi è piaciuto perché sa parlare di adolescenza in modo intelligente ma non "pseudo-intellettuale soffertone" XD gli shoujo scolastici non sono il mio genere preferito, ma qualche classico lo recupero volentieri, soprattutto se bello vispo! ^_^

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